Una riflessione dal “locale” al “nazionale”, andata e ritorno. Partiamo dal disgusto per un amministrazione verbanese autoreferenziale e incapace di ascoltare le istanze che arrivano dai cittadini, per fare ciò ricordo il tema del teatro che non finirà con questa legislatura, in cui PDL e Lega si sono “retti il sacco” facendo il danno della città ( ma questa mia opinione necessita di un po’ di tempo per essere verificata in toto) .

Ecco, i partiti che hanno vinto le elezioni a Verbania, non sono già più quelli che la amministrano. In consiglio comunale siamo pieni di “Fratelli d’Italia” (ed io mi sento sempre più “figlio unico”), poi ci sono il PID , i riformisti che si rifanno a Stefania Craxi ecc.ecc. Insomma tutto é cambiato, ma nulla é cambiato. Nel nostro piccolo un normalissimo (nel senso migliore del termine) consigliere comunale di maggioranza come Fabio Volpe Sciumè , in contrasto col suo partito (il PDL) in tempi non sospetti ebbe posizioni critiche e uscì da quel partito venendo per tale gesto “massacrato” dai “suoi” . Oggi lo fanno tutti ma per più comodi alloggiamenti , per potersi dire ” IL NUOVO” . Ma cosa cambia? Lo diceva bene Renzi: “in Italia cambiano i nomi dei partiti , ma non cambiano mai i dirigenti, e la musica é la stessa”.
Ormai lo sappiamo bene, Monti lo ha dimostrato ancora una volta, la società civile é una bufala, nei partiti c’é la società civile , tal volta é organizzata e ha connotazione chiara, tal volta é semplicemente fagocitata. Non c’è una società buona e un partito cattivo, c’è corresponsabilità . Digeriamoci quindi queste assurde elezioni, questa nuova dose di doppiezze e di finto rinnovamento (che per giochi sporchi ancora si alleerà coi Cosentino gli Scajola e i Dell’Utri) , che terrà in piedi amministrazioni locali decotte e farà onorevoli soggetti di dubbio valore etico morale, e rassegnamoci: o ci decideremo a “sporcarci le mani” in prima persona , o perderemo il diritto di lamentarci.
Ancora una volta i territori silenti si beccano i candidati scelti dalle segreterie dei partiti. Il VCO , un territorio che ha la popolazione di n quartire di Milano é più spaccato che mai, e questo grazie anche ad una amministrazione provinciale che tutto ha fatto fuorché creare squadra, fare sistema ( a proposito chissà che farà politicamente Nobili, chi gli offrirà di più?).
Sono francamente un po’ confuso, questa politica continua a disgustarmi, ma con un po’ di ironia e ottimismo sul lungo periodo ( e chi é genitore ha il dovere di coltivare del l’ottimismo sul futuro) , magari ne si viene fuori…

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